Visualizzazione post con etichetta Estratti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Estratti. Mostra tutti i post

martedì 18 marzo 2014

Breve estratto da "L'enigma delle anime perdute". Luglio padano.

"La notte era calata da ore. L’afa aveva lasciato spazio a un venticello leggero, quasi inutile. La città si era spenta e tutti si erano mossi verso la campagna per passeggiare sotto un cielo limpido e scuro. Quelli che erano rimasti, schiacciati dalla consuetudine o pigri di natura, si barricavano in casa, condizionando sia l’aria che loro stessi. Tra questi, i meno fortunati aprivano la porta di qualche minuscolo terrazzino, ungendosi e ungendosi per non essere divorati da zanzare tropico-nostrane, demoni amanti dell’uomo fritto e servito. Sacrificati su sedute il più delle volte scomode, agonizzavano, osservando le tenebre o la televisione con medesimo interesse. Era una tipica sera del fiacco luglio padano."


Da "L'enigma delle anime perdute" di Manuela Paric'
Immagine di Alberto Bottura.

mercoledì 12 marzo 2014

Brevissimo estratto da "L'enigma delle anime perdute" - Il calzolaio.

"La bottega del calzolaio era un buco pieno di tacchi. Tacchi da donna accatastati sul bancone, torri di rialzi, solette e grumi di laccetti abbandonati qua e là. Il negozio aveva mantenuto, nonostante il disordine, un certo fascino antico. I pochi mobili erano di noce scuro, e su tutto dominava un lampadario di cristallo e bronzo. Dietro a una montagnola di calzature usate, fruste e scolorite stava il ciabattino. Un ometto esageratamente basso, unto. Pochi capelli neri, lucidissimi erano disegnati su una testa perfettamente tonda. Aveva le mani cicciotte e callose, una maglia dai disegni etnici e ciabatte infradito. Salutò Jean-Luc piegando il capo e facendo brillare denti bianchissimi.
Bizzarro!, si disse Mocha abbassandosi per non incastrare il cappello tra le gocciole di vetro sbeccato del lampadario." 

venerdì 28 febbraio 2014

Brevissimo estratto da "L'enigma delle anime perdute". Buio.

"Nell'oscurità. Vivere al buio era semplice. Primitivo. L’umidità imbrattava i muri ed entrava nelle ossa come uno stiletto, appuntito e gelido. L’aria puzzava, ma al fetore ci si abitua in fretta, si appoggia ai vestiti, sui capelli ed entra tra le pieghe della pelle per poi sparire, assorbito."

martedì 25 febbraio 2014

Estratto da L'enigma delle anime perdute. La televisione.

"In cucina strillava il televisore: l’apparecchio bianco e tondo, probabilmente pesantissimo, era sistemato tra il frigorifero e il calendario di Frate Indovino. Un faccione arrogante disegnato dal cerone stava leggendo le ultime notizie. Tragedie e miserie di diversa entità si impastavano a jingle pubblicitari: guerre, banchieri corrotti, politici senza scrupoli e donne picchiate, uccise, vessate, donne con i culi di fuori, donne dentro i cartelloni e pronte per mangiare la banana. Orrori. Esecrazioni variegate, tetre quel tanto da essere ascoltate abbracciando una boccia di popcorn al burro, possibilmente con occhialini 3D. Erano leccornie croccanti, erotiche e maligne, da ingurgitare in fretta e dimenticare con un rutto. Mocha, al contrario, non digeriva quelle succulente notizie. Lo lasciavano in balìa di un profondo senso di incompiuto, scolpivano nella sua mente un mondo malato e inguaribile. Lo avrebbe definito un inferno medievale. Un luogo in cui il male e il bene erano diventati concetti privi di significato profondo. Al loro posto, un amalgama di fatti e fattucoli sottoposti al pubblico, vile, munifico censore."

martedì 18 febbraio 2014

Estratto da "L'enigma delle anime perdute". La vecchia.

Una signora anziana era seduta su una poltrona di vellutino marrone. Pareva dormisse. Era corpulenta e pallida; molliccia. Stava con le gambe raccolte. I piedi, enormi, erano incastrati in un paio di ciabatte ortopediche simili a zoccoli Scholl, ma più morbide. Il tallone, giallo e duro, usciva di almeno tre dita e il pollice, rosso come una ciliegia matura, era fuori di altre due, rivolto a uncino verso l’alto. I capelli ramati cadevano stoppacciosi lungo le spalle. Il viso era stranamente magro e segaligno, fisso in un’espressione di evidente sorpresa. Una schiumetta bianchiccia imbrattava il labbro superiore, coprendo baffetti che davano alla signora una piacevole aria austera. A terra, rovesciata, c’era una tazza di latte. L’ultima.

di 
Manuela Paric'

domenica 31 marzo 2013

Estratti: L'enigma delle scarpe rosse

"Il Signor Mocha la guardò intensamente e finalmente capì l’origine del suo fascino. Era una femmina aggraziata, priva di confini decisi, in lei dominava l'assenza. Come una vergine con le cosce socchiuse donava al mondo la sua identità."


da "L'enigma delle scarpe rosse" di Manuela Paric'  ©2013-©2011

sabato 30 marzo 2013

Estratti: L'enigma delle scarpe rosse

"Il pomeriggio era abbagliante, un sole bianco copriva ogni cosa e il riverbero di quella luce senza alcuno spessore lasciava gli occhi stanchi. Un ragazzino in bicicletta stava facendo la gincana tra le pozzanghere che “puntinavano” la via. La madre gli urlava alle spalle ed in lontananza la città era immobile, dipinta. Jean-Luc aspettava intrappolato nel suo cappotto. I piedi uniti, lo sguardo basso, le mani in tasca. Giulietta era in ritardo."


da "L'enigma delle scarpe rosse" di Manuela Paric'  ©2013-©2011

mercoledì 27 marzo 2013

Estratti: L'enigma delle scarpe rosse

"<Aiutala Jean-Luc!> gli occhi di Teodora s'erano fatti liquidi, l'azzurro sembrava essersi mescolato con il nero della pupilla e un bagliore che sapeva d'antico li rendeva simili al vetro.



da "L'enigma delle scarpe rosse" di Manuela Paric'  ©2013-©2011

domenica 24 marzo 2013

Estratti: L'enigma delle scarpe rosse

"La pioggia rimbalzava sui tetti, cadeva sulla strada, scivolava lungo le vie e si fermava tra le pietre della piazza per poi sparire dentro i tombini, sotto la terra, lontano. Sembrava raccolta da una enorme mano e lanciata con forza su ogni cosa. Due anziane a braccetto erano nella corrente, si sostenevano spalla contro spalla, prima avanzava quella a sinistra, poi quella a destra fino a superare l'angolo, senza cadere, senza deviare la rotta.

da "L'enigma delle scarpe rosse" di Manuela Paric'  ©2013-©2011